Richard Coudenhove-Kalergi nacque nel 1894 a Tokyo da Heinrich di Coudenhove-Kalergi (diplomatico austriaco) e Mitsuko Aoyama (principessa giapponese discendente di una famiglia samurai). Kalergi trascorse l’infanzia nel castello di famiglia in Boemia, prima di entrare al Theresianum di Vienna, ovvero uno tra i collegi più rinomati dell’epoca. Successivamente proseguì gli studi all’Università di Vienna, evitò il servizio militare e divenne dottore nel 1917, e sempre a Vienna, nel 1915 si sposò con Ida Roland con la quale adottò una figlia. Subito dopo la Prima Guerra Mondiale, intorno al 1919, egli iniziò ad interessarsi al progetto di un Nuovo Ordine Internazionale organizzato come federazione di nazioni, ovviamente guidata dagli Stati Uniti (o meglio, da coloro che dal 1913 governano gli Stati Uniti). Il primo passo da compiere era la formazione di una Europa unita, ossia la Paneuropa. Nel 1921, Kalergi fu iniziato alla massoneria dalla Gran Loggia Humanitas (dal quale poi venne allontanato, successivamente all’ascesa del piano Paneuropeo per non destare sospetti, ma mantenne e coltivò amicizie massoniche a cominciare dal suo editore Johann Jacob Kanter) e intorno al 1923 iniziò a collaborare con diverse testate giornalistiche, ma nel mentre si impegnò a scrivere il primo suo vero manifesto, la bibbia del Movimento Paneuropeo, intitolato appunto “Paneuropa”, il cui simbolo, riportato anche sul frontespizio del libro stesso, raffigura una croce rossa che sovrasta un sole dorato.

Per iniziare a dare un’idea di cosa rappresenti il piano Kalergi ritengo sia di grande aiuto il riferimento ad un estratto tratto dal saggio di Epiphanius intitolato “Massoneria e sette segrete – la faccia occulta della storia” il quale così recita:

“L’idea di federazione è fondamentale per i mondialisti, essa costituisce infatti un passo decisivo verso il Governo mondiale, in quanto unione di stati che rinunciano alla loro sovranità nazionale in favore di un potere centrale esclusivo, dove le autonomie conservate si riducono ad aspetti marginali come legislazioni e bilanci locali, polizia locale, ecc. Ben diverso era invece il Sacro Romano Impero, di cui l’Austria incarnava I’ ultimo vestigio, dove il concetto di autorità non era frazionato e pur tuttavia non impediva quello amplissimo delle autonomie locali, che anzi si appoggiavano ad esso e da esso traevano la propria legittimità e una libertà oggi sconosciuta, per costruire la città dell’uomo il più possibile a immagine di quella di Dio”.

Questo passaggio risulta fondamentale, in quanto sempre più spesso si assiste alla celebrazione della deglobalizzazione, senza comprendere che questa serve soltanto a lasciare spazio proprio al mondialismo, che è cosa ben peggiore. A tal proposito, vorrei evidenziare la differenza che intercorre tra i due fenomeni. La Globalizzazione non è stata altro che l’applicazione sistematica della strategia inerente all’aumento dell’interconnessione che lega fra di loro i mercati nazionali, la quale ha di fatto prodotto un unico mercato mondiale, andando sempre di più a distruggere quelli interni ma non solo, anche le tradizioni stesse e molto altro. Infatti, la società globale è l’esatto riflesso sui comportamenti sociali dell’esistenza di questo mercato mondiale, per cui in maniera sempre più aggressiva, all’interno dei vari stati presenti nella comunità internazionale, le persone hanno adottato comportamenti sempre più simili o condiviso le stesse medesime idee, spesso abbandonando visioni della vita ispirate a valori tradizionali.

Il Mondialismo si riferisce a quei movimenti, nati già tra le due guerre e che hanno conosciuto grande espansione dopo la Seconda guerra mondiale, che hanno recuperato il progetto kantiano di una federazione mondiale tra gli Stati o addirittura il superamento della forma Stato in favore di istituzioni mondiali con una serie di documenti e prese di posizione a partire dalla celeberrima Dichiarazione di Montreux del 1947.

Da tempo ormai stiamo assistendo al superamento della forma Stato in favore di queste istituzioni mondiali che decidono in tutto e per tutto il destino delle nostre vite.

Propagandisti di una forma sovranazionale, celata dietro l’inganno di un mondo multipolare, sono personaggi come Dugin, il cui concetto di Eurasia non è altro che la Paneuropa di Kalergi, rivista e “aggiornata” secondo i dettami mondialisti odierni. È lui infatti ad asserire di essere contro l’uomo bianco e che l’Eurasia non contempla in alcun modo la nostra cultura e le nostre tradizioni, invocando spesso e volentoeri una guerra civile in Europa. Su Dugin avremo modo di dilungarci prossimamente, in quanto sarà oggetto di analisi in un articolo a parte che si collegherà direttamente  a questo.

Il simbolo Paneuropeo

In certi campi, il simbolismo assume un’importanza cruciale, specialmente in questo. Kalergi, nel suo manoscritto intitolato “J’ai choisi l’Europe” del 1952 così scrive:

“La Croce Rossa delle crociate del Medioevo è il simbolo più antico dell’unione europea sovrannazionale. Oggi essa è diventata l’emblema dell’umanitarismo internazionale. Il sole rappresenta lo spirito europeo il cui irraggiamento ha illuminato il mondo intero. La civiltà greca e la civiltà cristiana – la croce di Cristo sul sole di Apollo – fondano il fondamento durevole della cultura europea”.

A questo andrebbe aggiunto un altro frammento, estratto dal suo “Storia di Paneuropa” il quale dice: “Il sogno di Komensky (Comenius), la concezione di Kant, il desiderio di Bonaparte e di Mazzini, gli Stati Uniti d’Europa, saranno realizzati dal Movimento Paneuropeo. Sotto il segno della croce solare, in cui si alleano il sole dei Lumi e la Croce Rossa dell’umanità internazionale, l’idea paneuropea vincerà contro la meschinità e l’inutilità di ogni politica distruttrice e campanilistica”.

Dunque, il simbolo di cui parla Kalergi non è altro che l’insegna del Gran Maestro dei Rosacroce. Tutto ciò non deve stupire; basti pensare da chi è stato finanziato il Movimento Paneuropeo, ovvero, come riporta il già citato Epiphanius, i Rothschild e la famiglia Warburg, la quale elargì la somma di 60.000 marchi oro. Ad ogni modo, la società segreta iniziatica dei Rosacroce ha plasmato l’impalcatura dell’Unione Europea, così come quella dell’Onu.

Il piano Kalergi prende vita

Dopo l’uscita del libro Paneuropa, il quale ottenne grande successo, l’Unione Paneuropea cominciò a prendere piede e così a raccogliere consensi anche tra personalità celebri dell’epoca (vedi foto seguenti)quali il massone, ministro degli Affari Esteri Cecoslovacco e presidente della Società delle Nazioni nel 1935 Edvard Beneš, Thomas Mann, Albert Einstein, Sigmund Freud, Rainer Maria Rilke e Sean Macbride (fondatore di Amnesty International). Kalergi poi si affidò a William Stead (membro della Fabian Society e membro fondatore di una delle organizzazioni sovrannazionali più potenti del mondo, ovvero la Round Table) per ottenere l’appoggio dell’establishment inglese in funzione della causa Paneuropea.

Come riporta ancora Epiphanius nell’opera citata: “Kalergi compì diversi viaggi in Gran Bretagna. Qui egli incontro personalità come Herbert Hoover e Owen Young, entrambi membri di spicco del Council on Foreign Relations (CFR), Bernard Baruch, il grande finanziere israelita membro della Pilgrims’ Society E dell’Organizzazione sionista mondiale e dello stesso CFR che nel 1919 rappresentò gli Stati Uniti a Versailles. Approvato e sostenuto da simili personaggi, Kalergi fondò il Comitato di Cooperazione Americana dell’Unione Paneuropea di cui membri eminenti erano il direttore del CFR Duggan, Felix Frankfurter, Paul e Felix Warburg, il Pilgrims John W. Davis e, beninteso, l’onnipresente Nicholas Murray Butler, capo del British Israel, del CFR, della Round Table e membro della menzionata Pilgrims’ Society, che Kalergi non esitò a definire nel suo manifesto già menzionato Paneuropa, uno dei suoi amici e protettori più attivi”.

Daniele Proietti, ricercatore storico e saggista italiano, nel suo testo intitolato “Kalergi il conte genocida”, compie una disamina di quello che è il periodo storico in cui il piano prende vita, ovvero il 1922, momento in cui l’Europa si trova in una situazione di grande crisi valoriale ed economica, per poi focalizzare l’attenzione su quelli che sono gli obiettivi del piano Kalergi che noi elenchiamo estrapolandoli direttamente dal suo testo:

1 – È necessario che questa unione sia una confederazione europea con una garanzia reciproca di delegazione legale della sovranità. I governi devono, in altre parole, essere sicuri che la cessione di sovranità avverrà in egual misura per tutte le parti;

2 – Per gestire i conflitti tra gli stati membri, sarà necessaria una corte federale europea;

3 – Un esercito europeo, un’alleanza militare, che raggruppi contingenti dei diversi paesi, per garantire la pace a livello continentale.

4 – Un’unione doganale progressiva;

5 – Un’unificazione delle colonie. Sfruttamento a livello europeo;

6 – Progetto di moneta unica;

7 – Rispetto della diversità delle culture europee e delle molteplici civilizzazioni nazionali. (Cosa che all’interno del quadro politico voluto da Kalergi risulta essere impossibile visto che non si possono rispettare le diverse culture se non gli si lascia uno spazio vitale in cui esprimersi ma le si comprime dentro un unico calderone);

8 – Rispetto e protezione delle minoranze nazionali. (Che si traduce nell’appoggiare movimenti indipendentisti a volte numericamente insignificanti per agevolare la messa in moto di un processo di disgregazione nazionale che parte dall’interno);

9 – Una buona ed efficace collaborazione nel quadro della Società delle Nazioni;

La cosa che subito salta all’occhio è il fatto che questi obiettivi sono stati quasi tutti realizzati e quelli che ancora non lo sono, come possiamo ben notare osservando con attenzione la realtà del nostro tempo, vengono perseguiti senza riserve.

A Vienna, dal 3 al 6 ottobre del 1926, si tenne il primo vero Congresso dell’Unione Paneuropea, presieduto da: Edvard Beneš (prima menzionato); Joseph Caillaux (Vicepresidente del Consiglio dei ministri del governo francese presieduto dal premier fervido mondialista Aristide Briand); Paul Loebe (Presidente del Reichstag della Repubblica di Weimar); Federico Nitti (celebre massone, medico e farmacologo italiano naturalizzato francese); Nicolas Politis (membro del Comitato Europeo della fondazione Carnagie). In più, sono da menzionare anche i duecento delegati inviati in rappresentanza di 24 paesi; su tutti, tanto per avere un’idea, citiamo Federick Hobbes Allen, tesoriere del CFR e l’israelita Alexander Kerenski (ex Primo ministro del secondo e terzo Governo della Russia post-zarista ed ex Capo del governo provvisorio russo).

L’affermazione

Abbiamo visto le dinamiche attraverso le quali il piano Kalergi è stato concepito, ora è giunto il momento di passare alla parte della sua affermazione, avvenuta grazie a coloro che dal 1945 in poi sancirono definitivamente il loro dominio globale, mi riferisco ai soliti noti. Sempre Daniele Proietti nell’opera citata, documenta in maniera più che esaustiva come ciò sia stato possibile, partendo da quello che è stato un vero e proprio attacco al vecchio continente rappresentato dalle due guerre mondiali.

Proietti scrive: “L’attacco al vecchio continente e alla sua gente, univoco nel suo intento conclusivo, si può dividere in tre sfere, e solo grazie alla caparbietà e all’assoluta assenza di opposizione, il potere ha potuto accuratamente occuparsi in egual misura di tutte queste ultime. Ci riferiamo all’aspetto economico-politico, a quello culturale- propagandistico e a quello squisitamente etnico-razziale, che saranno oggetto di esame in questa parte del testo. Partiamo dal primo di questi tre ambiti parlando dell’Organizzazione delle Nazioni unite, che può essere identificata come uno degli organismi responsabili della nostra condizione attuale. Questa entità, la cui fondazione è avvenuta il venticinque aprile del 1945 tramite una Conferenza Internazionale tenutasi a San Francisco, vede l’adesione formale, ad oggi, di ben 193 stati, ovvero di quasi la totalità delle Nazioni esistenti sulla Terra. Due mesi dopo, il ventiquattro ottobre, entrò in vigore lo statuto del nuovo organo internazionale, nel quale vengono identificati i seguenti propositi fondativi:

1 – Mantenere la pace e la sicurezza internazionale;

2 – Promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare a una rottura della pace;

3 – Sviluppare le relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base del rispetto del principio di uguaglianza tra gli Stati e l’autodeterminazione dei popoli;

4 – Promuovere la cooperazione economica e sociale; 5) Promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a vantaggio di tutti gli individui;

6 – Promuovere la disciplina degli armamenti;

7 – Promuovere il rispetto per il diritto internazionale ed incoraggiarne lo sviluppo progressive.

Tale Statuto, pieno di parole belle, concilianti e artificiose a una prima lettura superficiale, se interpretato nella giusta maniera non è altro che la riproposizione in chiave politico-economica di quello che l’associazione Paneuropa e il manifesto di Ventotene proponevano in chiave più prettamente ideologica”.

Arrivati fin qui, la domanda sorge spontanea: il piano Kalergi è davvero una bufala come molti lo etichettano?

Ogni singolo punto esposto poc’anzi è stato perseguito secondo le volontà dei grandi banchieri internazionali e del loro braccio armato, la massoneria. L’operato dell’ONU così come di tutte le altre organizzazioni analoghe non è mai stato rivolto verso il raggiungimento di uno scopo che fosse nobile, lo stesso diritto internazionale (come ogni ordinamento dall’esegesi massonica) è stato strumentalizzato (perchè concepito e scritto per poter essere strumentalizzato) per premiare la parte più forte da un lato, e mantenere intatti gli interessi di coloro che muovono le pedine dall’altro. In particolare, oltre che a strumentalizzare, si sono spinti oltre. Ad esempio, se si analizza il punto numero tre si evince che esso non è mai stato attuato. In questo risulta necessario, al fine di rendere più esaustivo possibile il concetto, citare ancora Proietti e l’opera menzionata: “Al punto tre, dove si parla di una promozione del concetto di autodeterminazione dei popoli, in realtà mai perseguito e sempre osteggiato perché in perfetta antitesi con la definizione di mondialismo. All’Europa e al suo popolo non è permesso di autodeterminare il proprio destino nemmeno come continente, figuriamoci quanto siano limitate le sovranità nazionali dei singoli stati”.

L’Onu è solo un esempio, ma tutte le organizzazioni analoghe ad essa sono nate per perseguire gli obiettivi prefissati dal vertice della piramide; insieme, tutti questi organi hanno contribuito a promuovere il piano Kalergi in ogni sua forma. Si noti l’utilizzo continuo della parola “internazionale”, il che fa capire come il piano rientri a pieno titolo tra le armi utilizzate per arrivare al Nuovo Ordine Mondiale fatto e finito. Si pensi al fatto che, se da un lato l’Europa e gli U.S.A avevano legato il proprio destino attraverso la creazione di un’organizzazione come la Nato, dall’altro, all’interno dell’Europa stessa, iniziarono quella che lo stesso Proietti non esita a definire una vera e propria scomposizione totale del quadro politico e sociale, premessa indispensabile per rendere tanto l’Italia quanto tutti gli altri paesi europei, privi di un’identità culturale e nazionale.

In tutto ciò vi è da considerare anche la questione monetaria, in quanto, essendo che entrambe le Guerre Mondiali vennero fatte deflagrare in primo luogo per l’implementazione su scala globale di nuovi sistemi (primo di tutti il neonato sistema monetario targato Federal Reserve basato sull’usura), si evince come anche il concetto di sistema monetario e moneta unica rientrasse nel piano (e in effetti nella prima parte compare tra i punti), tema molto attuale dal momento che si sta avanzando sempre più velocemente verso la Single Global Currency (moneta unica globale).

Non è un caso che nel 1944, quando ancora la guerra doveva finire, nacque la Banca Mondiale (creata ufficialmente per aiutare l’Europa nella sua ricostruzione, ma in realtà strumento con cui i banchieri internazionali impiantarono definitivamente, appunto, l’usura in Europa). Subito dopo, il Fondo Monetario Internazionale, esattamente il 27 dicembre del 1945.

E non è un caso che proprio da questa data in poi, citando ancora Proietti: “iniziarono a susseguirsi tutta una serie di accordi tra i diversi stati, ratificati tramite trattati. Questi accordi avevano come effetto, invece che quello di fortificare l’Europa rendendola più forte, quello di far perdere sovranità a tutti gli Stati contraenti”. A tutto ciò va aggiunto che in Italia, sottolinea Epiphanius, il Movimento Paneuropeo venne sostenuto e promosso da Benedetto Croce, lo stesso Nitti e il conte Carlo Sforza, quest’ultimo grande mondialista, massone e membro del Comitato del Centro Europeo della Fondazione Carnagie.

Si pensi al trattato di Parigi del 1951 e alle sue conseguenze, dal momento che tutti gli stati firmatari accettarono di delegare la propria sovranità ad un qualcosa di più grande. Attraverso questo trattato nacque la CECA, ovvero né più né meno che il primo passo verso la creazione dell’Unione Europea, la quale, come agglomerato socialista, persegue progetti anticamente elaborati per distruggere definitivamente ogni revanscismo nazionalistico e fare da “ponte verso il Nuovo Ordine Mondiale” Euroasiatico, per usare le parole di Herbert George Wells, socialista fabiano, membro della Golden Dawn e padre del mondialismo moderno.

Il piano Kalergi e l’immigrazione

In questo frangente, vorrei partire dalle parole dello stesso Kalergi, scritte nell’altro suo manifesto ideologico intitolato “Praktischer Idealismus” – Idealismo Pratico, pubblicato nel 1925, dove tra i tanti concetti espressi vi rientra quello di razza: “L’endogamia rafforza il carattere, indebolisce lo spirito, viceversa l’incrocio indebolisce il carattere rinforzando lo spirito. Là dove la consanguineità e l’incrocio si incontrano sotto degli auspici favorevoli, essi creano il più alto tipo di essere umano, collegando al carattere più forte lo spirito più pungente. L’uomo del lontano futuro sarà un meticcio. Le razze e le caste di oggi saranno vittime del crescente superamento di spazio, tempo e pregiudizio. La razza del futuro, negroide-eurasiatica, simile in aspetto a quella dell’Egitto antico, rimpiazzerà la molteplicità dei popoli con una molteplicità di personalità. La consanguineità genera dei tipi caratteristici, l’incrocio, delle personalità originali”.

Proseguendo con l’opera citata di Kalergi scopriamo anche quali caratteristiche avrà questo incrocio: “Nei meticci si uniscono spesso mancanza di carattere, assenza di scrupoli, debolezza di volontà, instabilità, mancanza di rispetto, infedeltà con obiettività, versatilità e agilità mentale, assenza di pregiudizi e ampiezza d’orizzonti”.

Matteo Simonetti, docente di storia e filosofia, giornalista pubblicista per varie testate nazionali quali il “Secolo d’Italia e “Indipendente”, nonché per altre riviste culturali tra cui “Il Borghese” e “Percorsi di Cultura Politica”, autore di diversi saggi di carattere storico, politico e filosofico, nel suo libro “Kalergi – la prossima scomparsa degli europei” così si esprime sugli aspetti appena menzionati: “Queste caratteristiche rendono questi individui soggetti perfetti per essere dominati, incapaci di sostenere una opposizione forte al potere: senza carattere, instabili, infedeli e deboli di volontà, con estrema difficoltà si coalizzano, si riconoscono (anche perché effettivamente diversi), perseguono uno scopo nel tempo, resistono alla corruzione da parte del più forte. Da chi, dopo essere stati creati come maggioranza nel cuore dell’Europa, dovranno essere dominati.”

Aggiungo a quanto espresso da Simonetti, le parole del già citato Daniele Proietti: “Il 14 giugno del 1985 venne firmato a Schengen un trattato internazionale che prevedeva, all’interno del continente europeo, la creazione di uno spazio comune, tramite una progressiva abolizione dei controlli alle frontiere, sia delle merci sia delle persone. Si tratta solo dell’antipasto della politica di stampo immigrazionista che i vertici politici dell’Europa del capitale, esecutori degli ordini dei veri detentori del potere, e quindi facenti i loro interessi e non quelli dei popoli che governano, misero in atto di li in avanti. L’abolizione dei controlli alle frontiere è ancora oggi una delle maggiori cause dell’invasione che stiamo subendo, che, bisogna ricordarlo, avvantaggia più di tutti il capitalismo, il quale, creando un meccanismo concorrenziale tra l’immigrato e il cittadino autoctono, gioca al ribasso sui salari, determinando così quella crisi sociale ed economica che è alla base del decremento demografico, primo responsabile della fine della stirpe europea”.

Si noti come il terreno su cui si manifesta tutta quella che è la propaganda culturale progressista, sia rappresentato specialmente da quella dell’immigrazione clandestina che da tempo ormai immemore tormenta i popoli europei, tutti, non solo quello italiano come si vuole fare intendere.

Proietti così prosegue: “La propaganda è finalizzata non solo a minimizzare, agli occhi dei cittadini, la portata del fenomeno migratorio e oscurare i suoi scopi ultimi, ma addirittura a renderlo accettabile, facendolo passare come una grande opportunità di crescita. In realtà tutta questa smania nell’affermare che la prospettiva di essere invasi da persone di altre etnie non rappresenta un problema è solo un modo di chi detiene il potere per esorcizzare la sua più grande paura, ovvero quella che i popoli europei ritrovino una coscienza razziale, ponendo perciò un reale ostacolo all’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, che passa necessariamente, come ci ricorda Kalergi, dalla creazione di una razza unica e omogenea, priva di identità e perciò facilmente dominabile. La maggior parte delle persone di cui il potere gestisce il trasferimento richiedono un asilo che non hanno alcun diritto di ricevere, in quanto non scappano dalle guerre, ma sono semplicemente immigrati clandestini. Si tratta di esseri umani che il capitalismo, dopo aver sapientemente destrutturato, usa come pedine da dislocare come meglio crede, e questo prescinde dalla situazione interna ai paesi da cui provengono, come si può capire benissimo dal fatto che molti tra loro arrivano da nazioni in cui non è in corso alcun conflitto, aventi, in certi casi, una situazione politica addirittura più stabile della nostra. Tuttavia la maggior parte della popolazione europea non si ferma a fare questo genere di riflessioni, ma preferisce di gran lunga alimentare il proprio senso di compassione guardando immagini televisive manipolate in modo da accendere nel cittadino quel sentimento di pietà che soffoca sul nascere ogni movimento di contrasto alla immigrazione di massa, un fenomeno che, se analizzato al di fuori di sentimentalismi e luoghi comuni, deve essere riconosciuto come non positivo né per coloro che sono chiamati ad ospitare, né per quelli che devono essere ospitati, in quanto sia gli uni che gli altri perdono, mescolandosi, la propria identità”.

Il piano Kalergi e l’ideologia Gender: Weimar 2.0

Da quanto esposto fin qui è palese che il conte Coudenhove-Kalergi promuoveva un progressismo sfrenato, ma tutto ciò non riguardava solo l’abbattimento di ogni residuo della cultura tradizionale che lui identificava come “barbarie”, bensì anche la molteplicità sessuale (per non parlare dell’eugenetica, del dominio della finanza apolide e il trionfo del liberalismo totalitario). Ebbene, lo stesso Kalergi ha contribuito alla diffusione dell’ideologia Gender (non dimentichiamo che il piano Kalergi nasce nei primi anni ’20, ovvero uno dei periodi storici più terrificanti della storia della Germania, in quel della Repubblica di Weimar, dove vide la luce la prima clinica Transgender (nella prima foto in basso, nel 1919 grazie ad Arthur Kronfeld e Magnus Hirschfeld. Nella repubblica di Weimar in cui Berlino venne ribattezzata il bordello d’Europa, si praticava liberamente la prostituzione, il libero sesso e la pedofilia).

Riporto alcuni passaggi sull’argomento proprio dalla sua opera citata in precedenza, “Praktischer Idealismus” – Idealismo pratico: “Dall’azzardo di oggi uscirà la nuova razza nobile, internazionale e intersociale, del domani. Tutte le persone eminenti in bellezza, in forza, in energia e in spirito, si riconosceranno e si uniranno secondo le leggi segrete dell’attrazione erotica. Le donne più belle spetteranno agli uomini più significativi, gli uomini più idealmente perfetti alle donne più eminenti. Più un uomo sarà perfetto nel fisico, nella psiche, nello spirito, più il numero delle donne, fra le quali potrà scegliere sarà grande. Sarà libera solo l’unione degli uomini e delle donne più nobili e inversamente persone di valore inferiore si dovranno accontentare solo di persone a loro equivalenti. Così lo stile erotico delle persone di valore mediocre sarà l’amore libero, quello degli eletti il matrimonio libero. La nobiltà del futuro che è stata allevata, non emergerà dunque dalle norme artificiali della cultura di casta degli uomini, ma piuttosto dalle leggi divine dell’eugenismo erotico. E qui, nell’eugenismo sociale, che risiede la sua più alta missione storica, che oggi ancora non riconosce; condurre da una ingiusta ineguaglianza, passando per l’uguaglianza, verso una inuguaglianza giusta, passando attraverso le macerie di una pseudo aristocrazia, verso una vera nuova nobiltà”.

Se ci guardiamo intorno con attenzione, credo che non sia difficile intuire che ci troviamo in una Weimar 2.0.

Insomma, stiamo parlando di un vero e proprio meccanicismo sociale, materialismo allo stadio più assoluto, elevati al livello di nuova religione. Sul legame del piano Kalergi e il Genderismo, un contributo fondamentale è dato dal già citato Simonetti: “Il disordine sessuale della Gender Theory, del quale abbiamo già detto e al quale stiamo assistendo oggi, è stato previsto e desiderato da Kalergi 90 anni fa. L’amore libero riservato agli esseri inferiori, liberi di corrompersi sempre di più nello spirito, condannati ad una separazione razziale dagli esseri superiori, è strumento di una dannazione perpetua. Non più e non solo segno distintivo di decadenza di una civiltà, ma pensato strumento di separazione razziale”.

ConclusioniIIn tutta onestà, credo che non ci sia molto da aggiungere. Personalmente posso solo dire che provo un profondo rammarico per il fatto che la maggioranza delle persone sembra non comprendere i veri scopi di molti fenomeni che accadono da tempo immemore, così come non comprende il fatto di vivere letteralmente in un mondo che non è altro che una grande menzogna continua. Il piano Kalergi esiste e va avanti, non lo vede solo chi non lo vuole vedere. Il presente è il frutto del passato. E il futuro sarà il frutto dell’attuale presente.

Fonti

Bibliografia

  • Daniele Proietti – Kalergi – il conte genocida;
  • Matteo Simonetti – la prossima scomparsa degli europei;
  • Giuli Valli – Il vero volto dell’immigrazione;
  • Epiphanius – Massoneria e sette segrete – la faccia occulta della storia;
  • Sebastiano Caputo – La storia segreta dell’Unione Europea;
  • Ida Magli – Contro l’Europa;
  • Michel Schooyans – Il complotto dell’ONU contro la vita;
  • Richard Coudenhove-Kalergi – Paneuropa;
  • Richard Coudenhove-Kalergi – Praktischer Idealismus;
  • Richard Coudenhove-Kalergi – J’ai choisi l’Europe;

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